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Social media per un ristorante o una caffetteria: cosa pubblichi e chi risponde

Come costruiamo la presenza sui social di un locale: foto e video fatti sul posto, un ritmo di pubblicazione che riesci a mantenere, risposta alle recensioni e una strada breve fino alla prenotazione.

Sui social il tuo ristorante non compete solo con il locale di fronte, ma con tutto ciò che compare sullo schermo di una persona affamata all’ora di pranzo. A farla smettere di scorrere è quasi sempre la stessa cosa: un piatto fotografato com’è davvero, un volto conosciuto dietro il bancone, una risposta alla domanda «avete posto stasera?».

Lavoriamo come un collega di turno: riprendiamo ciò che in cucina e in sala succede comunque, poi distribuiamo il materiale su qualche settimana. L’obiettivo non sono i «mi piace», ma la strada breve fino al menu, agli orari e a un tavolo prenotato.

L’account lasciato a chi «ci sa fare con le foto»

Di solito la pagina del locale la gestisce qualcuno dello staff, tra una comanda e l’altra. Il risultato: tre post in una giornata tranquilla, poi niente per un mese, proprio quando il dehors è pieno. Il menu del giorno compare come foto di un foglio scritto a mano, e gli orari delle feste restano quelli dell’anno scorso.

Nel frattempo, nei commenti le persone chiedono se si può prenotare per dieci e lasciano recensioni su Google. Se nessuno risponde, il tavolo viene prenotato altrove.

Foto e video fatti nel locale, non presi dalle banche di immagini

Il servizio fotografico si fa nel locale, fuori dagli orari di punta, insieme alla cucina. Dove la distanza non ci permette di venire spesso, lavoriamo con un fotografo del posto o con qualcuno del tuo staff, seguendo una guida scritta da noi. I piatti escono uno alla volta e si fotografano vicino alla finestra, con luce naturale, sulle stoviglie con cui arrivano in tavola. La porzione non la ritocchiamo: un ospite deluso dalla differenza tra la foto e il piatto scrive una recensione che non cancelli più.

Dalla stessa visita ricaviamo anche brevi video verticali: il vapore sul caffè, il coltello sul tagliere, il dolce tagliato a metà.

  • Il piatto: la stessa porzione e le stesse stoviglie che trova l’ospite.
  • Il dietro le quinte: l’impasto lavorato al mattino, il primo caffè della giornata, la merce consegnata dal fornitore.
  • Le persone: il cuoco, il barista, il cameriere che tutti i clienti abituali conoscono, ciascuno solo con il suo consenso.
  • Le informazioni utili: orari delle feste, dehors aperto, menu del giorno scritto come testo, eventi.
  • Le foto degli ospiti: ripubblicate solo dopo aver chiesto il permesso.

Social media per ristoranti, al ritmo di una cucina in pieno servizio

Il ritmo giusto è quello che riesci a tenere sia a dicembre sia ad agosto. Per la maggior parte dei locali significa qualche post a settimana e le storie (i contenuti che spariscono dopo un giorno) per ciò che è passeggero: la zuppa appena finita, il tavolo libero vicino alla finestra.

I post programmati li prepariamo noi, dal materiale girato. Le storie del momento le fa qualcuno del locale, con il telefono, seguendo poche regole semplici: luce, inquadratura e nessun ospite ripreso senza averglielo chiesto.

  • Il colloquio iniziale: che tipo di locale sei, chi entra da te e quando hai tavoli vuoti.
  • La giornata di riprese: l’elenco dei piatti e delle inquadrature, concordato in anticipo con il cuoco.
  • Il calendario del mese: testi e immagini, inviati per approvazione prima della pubblicazione.
  • Il bilancio: che cosa ha portato messaggi, chiamate e prenotazioni.

Commenti, messaggi e recensioni: chi risponde ed entro quando

Le risposte ce le dividiamo fin dal primo giorno. Le domande che si ripetono (orari, parcheggio, menu di magro) ricevono risposte già pronte, che possiamo dare noi. Prenotazioni e reclami vanno alla persona del locale che può decidere.

Su Google rispondiamo a tutte le recensioni. A una negativa la risposta è breve e pacata: ringrazi, riconosci ciò che c’è da riconoscere, inviti la persona a proseguire la conversazione in privato, senza dettagli sullo scontrino di nessuno. Non compriamo recensioni e non offriamo il dolce in cambio: le regole di Google non ammettono recensioni in cambio di una ricompensa.

Dal post al tavolo prenotato, con promozioni secondo le regole della piattaforma

Il link nel profilo porta alla pagina delle prenotazioni o al menu, non alla home page del sito, e il pulsante del profilo si collega al tuo sistema di prenotazione, dove la piattaforma lo consente. Il Profilo dell’attività su Google (la scheda che compare nelle ricerche e sulla mappa) riceve le stesse foto e gli orari aggiornati.

Per la programmazione e i messaggi usiamo Meta Business Suite, lo strumento con cui un’azienda pianifica i post e legge in un unico posto i messaggi di Facebook e Instagram. Ai link aggiungiamo i parametri UTM, etichette che mostrano in Google Analytics da quale post è arrivata la visita.

Con i concorsi siamo prudenti. Ogni piattaforma ha regole per le promozioni: Facebook, per esempio, non accetta che la partecipazione sia subordinata alla condivisione sul profilo personale o al tag degli amici. Ogni concorso ha un regolamento scritto e la precisazione che la piattaforma non è coinvolta; gli aspetti legali di un’estrazione a premi, così come la comunicazione sulle bevande alcoliche, li verifichi con il legale.

Domande frequenti

Quanto spesso dovrebbe pubblicare un ristorante?

Con la frequenza che riesci a mantenere senza pause di un mese. Per molti locali bastano qualche post a settimana e le storie nei giorni affollati.

Possiamo ripubblicare le foto scattate dagli ospiti?

Sì, se prima lo chiedi e ricevi una risposta chiara. Il fatto che qualcuno abbia taggato il locale non significa che ti abbia autorizzato a usare la sua immagine. Conserviamo il messaggio con il consenso e citiamo l’autore.

Da cosa dipende il costo della gestione delle pagine di un locale?

Dal numero di piattaforme, da quante giornate di riprese ci sono al mese e da chi risponde a messaggi e recensioni. La promozione a pagamento, se c’è, ha un budget separato.

Questa è la descrizione di un progetto tipo: mostra come affrontiamo di solito un lavoro di questo genere e non presenta un progetto realizzato per un cliente specifico. Ogni progetto reale parte dalla situazione della tua azienda; fasi, tempi e prezzo si definiscono dopo il primo colloquio.

Vuoi un progetto come questo?

Scrivici qualche riga su ciò che vuoi costruire o su ciò che non funziona più. Ti rispondiamo con passi concreti e un preventivo con il prezzo di ogni fase.

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