Progetto tipo
Contenuti per uno studio medico: divulgazione validata dal medico, senza promesse
Come lavoriamo ai contenuti di uno studio medico: materiali divulgativi validati dal medico, immagini dei pazienti solo con consenso scritto e risposte prudenti alle domande che arrivano nei commenti.
Social media per studi medici: due mondi con regole diverse, messi nella stessa frase. I social premiano il tono sicuro di sé e la promessa rapida, mentre la medicina chiede sfumature, prudenza e rispetto per il paziente. I buoni contenuti per uno studio restano dalla parte della medicina e riescono comunque a farsi leggere.
Scriviamo e produciamo i materiali insieme ai medici, non al posto loro. Noi portiamo la struttura, un linguaggio alla portata del paziente e la disciplina nella pubblicazione. Il medico porta i contenuti medici e ha l’ultima parola su ogni post.
Che cosa chiedono i pazienti prima di chiamare la segreteria
La pagina tipica di uno studio è più o meno così: una foto di stock con uno stetoscopio, gli auguri per le feste, l’avviso che lunedì è chiuso. Niente di sbagliato, ma nemmeno qualcosa che aiuti una persona preoccupata a scegliere un medico.
Noi partiamo da un’altra parte: dal quaderno della segreteria. Chiediamo allo staff di annotare, per qualche settimana, le domande che si ripetono al telefono. Quanto dura l’esame? Devo venire a digiuno? È rimborsabile? Posso venire con il bambino? Ogni domanda è un argomento, e la risposta pubblicata accorcia anche le telefonate.
Social media per studi medici: argomenti da pubblicare in tranquillità
Il contenuto divulgativo spiega, non cura. Dice che cos’è una patologia, quali segni vale la pena mostrare al medico e come si svolge un esame, poi si ferma. Ogni materiale riporta il nome del medico che l’ha validato e la precisazione che l’informazione non sostituisce la visita.
Scriviamo con le parole del paziente, spiegando il termine medico una sola volta. Un breve video in cui il medico risponde, con i sottotitoli, di solito si capisce meglio di un’immagine fitta di testo.
- La preparazione alla visita o all’esame: che cosa porti, che cosa puoi mangiare, quanto dura.
- Le patologie frequenti: che cosa sono e quando andare dal medico, senza invitare all’autodiagnosi.
- I medici: specializzazione, competenze, che tipo di casi seguono, in quali giorni visitano.
- Lo studio: il percorso del paziente, le apparecchiature spiegate in modo comprensibile, come avviene la sterilizzazione.
- Le informazioni pratiche: prenotazioni, documenti necessari, pagamento e rimborso.
Parole che non scriviamo: «guarisce», «senza rischi», «il migliore»
Nessun trattamento ha un esito certo, quindi nessun post lo promette. Evitiamo i superlativi, i confronti con altri medici e la pressione commerciale dell’offerta che scade stasera. Parliamo di che cosa si fa, per chi è indicato e quali limiti ha.
Le professioni sanitarie hanno regole proprie in materia di pubblicità e deontologia, diverse per medici, odontoiatri o psicologi. Prima di cominciare ti chiediamo di verificare con l’ordine professionale a cui appartieni che cosa puoi comunicare: titoli, immagini dei risultati, prezzi, promozioni. Nel dubbio, scegliamo la strada prudente. La pubblicità di farmaci e dispositivi medici si verifica a parte.
L’immagine e la storia del paziente: consenso scritto, chiaro e revocabile
Il fatto che una persona sia paziente di uno studio è già un’informazione sulla sua salute, e nel GDPR i dati sanitari godono di una protezione rafforzata. Per questo la nostra regola è semplice: senza consenso scritto non ci sono foto, nomi, video o storie.
Il testo del consenso lo definisci con il responsabile della protezione dei dati o con il legale. Noi ci occupiamo della parte pratica.
- Il consenso: un documento separato dalla cartella clinica, che dice esattamente quale materiale compare e dove.
- La revoca: il paziente può cambiare idea in qualsiasi momento, e il materiale viene rimosso senza discussioni.
- I minori: solo con il consenso del genitore o del rappresentante legale; di norma li evitiamo.
- L’inquadratura: nessun altro paziente sullo sfondo, nessun monitor con le cartelle, nessun nome sui documenti.
- Le recensioni: nella risposta non confermi che la persona è stata tua paziente e non accenni a nulla della cartella.
Le domande mediche nei commenti e il percorso di un post fino alla pubblicazione
Sotto quasi ogni post c’è qualcuno che descrive i propri sintomi e chiede che cos’ha. La risposta non è mai una diagnosi. Usiamo formule preparate con il medico: una valutazione si può fare solo in visita, ecco come prenotare. Se il messaggio fa pensare a un’urgenza, l’invito è a chiamare il 112 o a rivolgersi al pronto soccorso più vicino. Non chiediamo analisi o documenti medici attraverso la messaggistica dei social.
Lavoriamo su un calendario mensile. Il redattore prepara i materiali, il medico li legge in un’unica sessione e corregge ciò che riguarda la medicina, poi una persona designata dallo studio approva la pubblicazione. Teniamo aggiornato anche il Profilo dell’attività su Google, la scheda che compare nelle ricerche e sulla mappa con orari, telefono e recensioni.
Se il lavoro dà frutti lo si vede da cose semplici: quanti nuovi pazienti dicono di averti trovato sui social, quante domande di routine arrivano ancora in segreteria, quali argomenti vengono salvati e inoltrati. Il numero di follower dice poco di uno studio attivo in una sola città.
Domande frequenti
Uno studio può pubblicare immagini «prima e dopo»?
Dipende dalla specialità e dalle regole della professione, che verifichi con l’ordine professionale. Dove sono ammesse, le pubblichiamo solo con il consenso scritto del paziente e senza lasciar intendere che chiunque otterrà lo stesso risultato.
Quanto tempo del medico richiedono i contenuti?
Il medico non scrive, valida: un breve confronto sugli argomenti del mese e una lettura attenta dei materiali, raggruppati in un’unica sessione. Quanto tempo significhi dipende dal numero di materiali e da quanto sono tecnici.
Come rispondiamo alla recensione negativa di un paziente?
Con cortesia e in termini generali, senza confermare che la persona è stata da te e senza alcun dettaglio medico. La inviti a contattare direttamente lo studio. I casi delicati li vede anche il legale.
Questa è la descrizione di un progetto tipo: mostra come affrontiamo di solito un lavoro di questo genere e non presenta un progetto realizzato per un cliente specifico. Ogni progetto reale parte dalla situazione della tua azienda; fasi, tempi e prezzo si definiscono dopo il primo colloquio.