Chi cerca «SEO per più città» ha di solito un’azienda di servizi che va bene in un posto e vuole farsi trovare anche negli altri in cui arriva: idraulici, imprese di pulizie, centri di assistenza, società di vigilanza. La prima idea è in genere la stessa: una pagina per ogni città del paese, con lo stesso testo e il nome della località cambiato.
Proprio questo schema è descritto nelle regole di Google contro lo spam, con il nome di pagine doorway. La strada giusta parte da una domanda scomoda: che cosa hai da dire di diverso su ogni città?
Com’è fatta una pagina locale che merita di esistere
La prova è semplice: se togli dalla pagina il nome della città, resta qualcosa che la distingue dalle altre? Una buona pagina locale risponde alle domande che si fa una persona di quella città e che non si fa chi vive altrove.
Se per una città non hai altro da scrivere che «offriamo i nostri servizi anche a Sibiu», quella città non ha bisogno di una pagina. La inserisci nell’elenco delle zone coperte e basta. Una pagina che vale la pena fare comprende:
- La squadra del posto: chi viene, da dove parte, in quanto tempo arriva di solito.
- Copertura: quartieri e località dei dintorni, con gli eventuali costi di trasferta spiegati.
- Servizi e orari: possono cambiare da una città all’altra.
- Prove locali: fotografie proprie scattate in zona e recensioni vere di chi vive lì.
Perché le pagine doorway fatte con lo stampino sono un problema
Le pagine doorway sono pagine create per intercettare ricerche simili, che portano il visitatore nello stesso posto senza che ciascuna offra qualcosa di proprio. Uno degli esempi riportati nelle regole di Google è proprio questo: pagine per città, quasi identiche, che rimandano alla stessa offerta.
Di norma Google le riconosce, ne indicizza alcune e ignora le altre. Su larga scala possono attirare un’azione manuale (una penalizzazione decisa da una persona del team di Google, non dall’algoritmo) o il declassamento dell’intero sito. Riformulare lo stesso testo con un assistente AI non cambia nulla.
Se il sito ha già pagine di questo tipo, non le cancelliamo alla cieca. Verifichiamo in Google Search Console, sui dati di ricerca di ogni pagina, quali ricevono visite. Arricchiamo quelle delle città in cui lavori davvero e accorpiamo le altre in una pagina di copertura, reindirizzando i vecchi indirizzi.
Profili Google solo per sedi reali
Il Profilo dell’attività su Google è la scheda sulla mappa, con indirizzo, orari, telefono e recensioni. Si crea per un luogo in cui l’azienda riceve i clienti o da cui parte il suo personale. Gli uffici virtuali e gli indirizzi presi in prestito, in cui l’azienda non lavora davvero, non sono idonei secondo le regole di Google; da quanto si vede nella pratica, i profili creati su questi indirizzi finiscono spesso sospesi.
Ogni profilo lo colleghiamo alla pagina locale corrispondente, non alla home page. I dati di contatto sono gli stessi, lettera per lettera, nel profilo, sul sito e negli elenchi di aziende. Le recensioni le chiedi allo stesso modo a tutti quelli per cui hai lavorato, senza sceglierli e senza offrire nulla in cambio.
Aree coperte dal servizio senza una sede
Un’azienda che va dal cliente può nascondere l’indirizzo nel profilo e dichiarare l’area coperta dal servizio. Così dici a Google dove lavori, ma questo non ti sposta sulla mappa: nei risultati locali pesa molto la distanza tra chi cerca e il luogo in cui sei verificato.
Lontano dalla sede restano i risultati normali, sotto la mappa, dove una buona pagina locale può comparire anche senza alcuna sede in città, e gli annunci a pagamento, che si possono indirizzare per località. Diciamo da subito quale canale ha senso per ogni zona.
- Città con una sede: profilo sulla mappa, pagina locale completa, recensioni proprie.
- Città vicina, senza sede: inclusa nell’area coperta dal servizio e, se hai qualcosa da dire, con una pagina locale.
- Città lontana, dove arrivi di rado: citata nella pagina di copertura, eventualmente sostenuta con gli annunci.
- Città in cui non lavori: nessuna pagina, per quanto il servizio sia cercato lì.
SEO per più città, misurata zona per zona
Non partiamo con tutte le città insieme. Scegliamo prima le zone in cui hai una squadra e capacità, perché una pagina che porta chiamate a cui non riesci a rispondere rovina la reputazione. Le informazioni locali le raccogliamo dalle squadre sul campo, poi costruiamo le pagine di servizio e quelle locali, collegate tra loro.
Sulle pagine delle città in cui hai una sede aggiungiamo i dati strutturati: un codice in formato standard che descrive la sede (indirizzo, orari, telefono) in modo comprensibile ai motori di ricerca. Misuriamo per città, non sul totale: moduli con la località selezionata, telefonate per sede, clic su ogni pagina locale. Sulla mappa i risultati cambiano da un quartiere all’altro, quindi seguiamo le richieste, non le posizioni.
Domande frequenti
Quante pagine dedicate alle città posso fare senza correre rischi?
Non esiste un numero. Il limite è quante città hanno informazioni proprie e vere: squadra, copertura, servizi, lavori.
Posso usare l’indirizzo di un ufficio virtuale per il profilo sulla mappa?
No. Le regole di Google richiedono un luogo in cui l’azienda ha personale proprio negli orari indicati. Da quanto si vede nella pratica, i profili su indirizzi fittizi vengono segnalati spesso dai concorrenti e possono essere sospesi.
Da che cosa dipende il costo?
Dal numero di città con pagine proprie, da quante sedi hanno bisogno di un profilo e da quanto in fretta si riescono a raccogliere le informazioni locali. Se ci sono già molte pagine fotocopia, ripulirle è una fase in più.
Questa è la descrizione di un progetto tipo: mostra come affrontiamo di solito un lavoro di questo genere e non presenta un progetto realizzato per un cliente specifico. Ogni progetto reale parte dalla situazione della tua azienda; fasi, tempi e prezzo si definiscono dopo il primo colloquio.