Chi cerca «Google Ads pronto intervento» di solito ha una ditta di idraulica, di apertura porte o di soccorso stradale e vuole una cosa sola: che il telefono squilli quando la squadra è libera. Dall’altro capo c’è una persona che ha l’acqua sul pavimento, è rimasta chiusa fuori o è ferma sul ciglio della strada. Non confronta preventivi: tocca il primo risultato che sembra vicino e disponibile.
Per questo, in un account del genere non ottimizziamo per le visite, ma per le chiamate a cui qualcuno risponde. Tutto si valuta con una sola domanda: la persona riesce a parlare in fretta con qualcuno che può arrivare?
La ricerca fatta di fretta, dal telefono
La maggior parte di queste ricerche parte dal telefono e contiene un problema più un luogo o un momento: «idraulico notturno», «apertura porta» seguito dal quartiere, «soccorso stradale» seguito dal nome di una strada. Se il numero non si vede subito o risulta occupato, la persona torna ai risultati e sceglie il successivo.
Un account avviato in fretta ha più o meno sempre gli stessi problemi: un’unica campagna per tutti i servizi, annunci attivi anche di notte, quando non risponde nessuno, parole troppo generiche e nessuna traccia delle chiamate. I clic che non diventano una chiamata sono una perdita secca.
Google Ads pronto intervento: un account diviso per interventi
Per prima cosa parliamo di aspetti pratici: quali interventi vuoi davvero, fin dove ti sposti, chi risponde al telefono e in quali orari. Poi lavoriamo sulla rete di ricerca, con annunci di testo mostrati quando qualcuno digita il problema. Ogni tipo di intervento ha le sue parole e i suoi annunci: chi ha un tubo rotto vuole leggere del tubo rotto, non di «servizi idraulici professionali».
All’inizio teniamo stretta la corrispondenza delle parole chiave e la allarghiamo solo dove i dati mostrano che conviene.
- Gruppi per problema: tubo rotto, scarico intasato, porta bloccata, traino, avviamento con i cavi.
- Asset di chiamata: il numero di telefono mostrato nell’annuncio, che la persona tocca direttamente dai risultati.
- Annunci che dicono la verità: la zona coperta, gli orari reali, come si forma il prezzo.
- Parole chiave escluse: elenchi che tolgono ricerche come «come si ripara», «ricambi», «assunzioni» o le città in cui non lavori.
L’orario degli annunci e la mappa degli spostamenti
La pianificazione degli annunci segue gli orari in cui qualcuno risponde al telefono. Se sei reperibile giorno e notte, l’annuncio gira giorno e notte. Se dopo una certa ora non mandi più nessuno, l’annuncio si ferma a quell’ora: una chiamata persa a mezzanotte costa quanto una a cui hai risposto.
Le zone le definiamo in base ai tempi di percorrenza, non ai confini amministrativi. Un fabbro copre di norma la città e i dintorni; un carro attrezzi può avere senso su un tratto di strada, lontano dalla sede. Facciamo in modo che l’annuncio sia visto da chi si trova fisicamente in zona, non da chi si limita a cercare informazioni su quella zona.
La landing page e il conteggio delle chiamate
Chi non chiama direttamente dall’annuncio arriva su una pagina fatta per un solo gesto. Il numero sta in alto, grande, e resta fisso sul bordo dello schermo come pulsante di chiamata. Sotto: quali problemi risolvi, dove arrivi, con quali orari e come si forma il prezzo. La pagina deve caricarsi in fretta anche con una connessione mobile debole.
La misurazione si fa sulle chiamate. Senza, né la piattaforma né tu sapete quali parole portano lavori.
- Chiamate dall’annuncio: si contano nella piattaforma; dove la funzione è disponibile, contiamo solo quelle che superano una certa durata.
- Tocchi sul numero nella pagina: li registriamo come evento con Google Tag Manager, lo strumento con cui si installano i codici di misurazione.
- Registro del centralino: se ne hai uno, incrociamo le chiamate con gli orari e con le campagne; la registrazione delle conversazioni va chiarita con il responsabile della protezione dei dati.
- Report sui termini di ricerca: all’inizio lo leggiamo spesso, per aggiungere esclusioni e trovare nuove formulazioni.
Dove si disperde il budget e che cosa non si può promettere
Nei servizi di pronto intervento un clic può voler dire un lavoro, perciò molti concorrenti fanno offerte sulle stesse parole e il clic finisce per costare caro rispetto ad altri settori. Quanto, di preciso, dipende dalla città, dall’ora e dalla concorrenza; nessuno può fissare in anticipo il costo di una chiamata o il numero di chiamate.
Ci sono altri due limiti. Le offerte automatiche imparano dalle conversioni, e un account con poche chiamate fornisce pochi dati, perciò partiamo con più controllo manuale. Per alcuni mestieri, come quello del fabbro, Google può richiedere, a seconda del paese, verifiche aggiuntive sull’azienda; lo chiariamo prima di partire.
E la campagna porta soltanto la chiamata. Se si risponde tardi o se il prezzo detto al telefono è diverso da quello dell’annuncio, il lavoro va a qualcun altro.
Domande frequenti
Quanto costa una chiamata arrivata da Google Ads?
Dipende da quante aziende fanno offerte sulle stesse ricerche nella tua città, dall’ora e da quanto l’annuncio e la pagina corrispondono a ciò che la persona ha digitato. Il costo reale si vede solo dopo le prime settimane di attività.
Mi serve un sito intero o basta una pagina?
Per una campagna di pronto intervento basta una sola pagina fatta bene, con il numero in evidenza, la zona, gli orari e il modo in cui si calcola il prezzo. Un sito più ampio aiuta a dare fiducia, ma non è una condizione per partire.
Posso far girare gli annunci solo quando ho una squadra libera?
Sì. La pianificazione degli annunci si imposta per giorni e fasce orarie, e la campagna si può mettere in pausa in qualsiasi momento, anche dal telefono, se tutte le squadre sono fuori.
Questa è la descrizione di un progetto tipo: mostra come affrontiamo di solito un lavoro di questo genere e non presenta un progetto realizzato per un cliente specifico. Ogni progetto reale parte dalla situazione della tua azienda; fasi, tempi e prezzo si definiscono dopo il primo colloquio.