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Progetto tipo

Riattivazione clienti inattivi via email: segmenti, passaggi e una lista pulita

Come prepariamo e inviamo una serie di email ai clienti che non ordinano da molto tempo: chi scegliamo, che cosa scriviamo e come proteggiamo la reputazione del dominio.

Qualsiasi azienda che vende da qualche anno ha, nel software di fatturazione o nel negozio online, un elenco di persone che un tempo hanno comprato e poi sono sparite. Ti conoscono già, e scrivere a loro costa, di norma, meno che trovare nuovi acquirenti. Una campagna email di riattivazione dei clienti prova a riallacciare il rapporto senza trasformare una vecchia lista in un problema.

Il rischio è reale: indirizzi che non funzionano più, persone che segnalano il messaggio come spam, il dubbio se tu possa scrivere loro oppure no. Per questo il lavoro comincia dalla lista e dalle regole, e i testi arrivano solo alla fine.

A chi puoi scrivere: consenso e rapporto esistente

Per i messaggi commerciali via email la regola di base è il consenso preventivo del destinatario. Esiste anche un’eccezione ristretta per i clienti esistenti: messaggi su prodotti o servizi propri, simili a quelli acquistati, inviati a indirizzi ricevuti direttamente dal cliente, a condizione che la persona abbia potuto opporsi già al momento della raccolta dell’indirizzo e possa opporsi in ogni messaggio. Non copre automaticamente una vecchia lista.

Se la tua lista soddisfi queste condizioni non lo decidiamo noi. Dipende da come e quando sono stati raccolti gli indirizzi e da che cosa c’era scritto allora nel modulo. Lo verifichi con il responsabile della protezione dei dati o con un legale, mentre noi prepariamo un quadro chiaro: da dove proviene ogni gruppo di indirizzi, di quale periodo, con quale casella spuntata. I contatti dubbi restano da parte.

La segmentazione in base all’ultimo ordine

«Vecchio cliente» ha un significato diverso da un’azienda all’altra. Chi vende caffè o materiali di consumo ha un acquirente inattivo dopo qualche mese di silenzio. Chi installa caldaie può aspettare anni tra un ordine e l’altro senza che il rapporto sia perso. La soglia si stabilisce sui tuoi dati: quanto tempo passa di solito tra due ordini della stessa persona.

Poi dividiamo la lista in base a quanto di recente la persona ha acquistato, con quale frequenza e per quale valore. Nelle aziende che vendono ad altre aziende, una telefonata del commerciale a volte vale più di qualsiasi email.

  • Appena raffreddati: hanno superato di poco l’intervallo abituale; basta un promemoria.
  • Inattivi con una buona storia di acquisti: ricevono la serie completa.
  • Acquirenti di una sola volta: messaggio breve, senza dare per scontato che si ricordino di te.
  • Molto datati: gli indirizzi più rischiosi; si verificano con attenzione o non si usano più.

La pulizia della lista prima del primo messaggio

I provider di posta elettronica giudicano il mittente da come reagiscono i destinatari. Un invio a migliaia di vecchi indirizzi, molti dei quali non esistono più, può rovinare la reputazione del dominio per tutte le email dell’azienda, fatture e preventivi compresi.

Per questo eliminiamo i duplicati, passiamo la lista attraverso un servizio di verifica degli indirizzi (scelto con l’accordo del responsabile della protezione dei dati, perché riceve dati personali) e togliamo ciò che non esiste più. Controlliamo l’autenticazione del dominio (SPF, DKIM e DMARC, i record con cui i server dei destinatari riconoscono che il messaggio arriva da te). Poi inviamo a piccoli scaglioni, cominciando dai segmenti più recenti, e teniamo d’occhio i messaggi respinti e i reclami.

Riattivazione clienti: la serie di messaggi, passo per passo

Una sola email con «ci manchi» e un codice sconto è la soluzione comoda. Una serie in pochi passaggi, a qualche giorno di distanza l’uno dall’altro, lascia spazio a motivi diversi per tornare e si ferma da sola quando la persona ordina.

Il tono conta più della grafica: messaggi brevi, scritti come da persona a persona. Lo sconto non è obbligatorio. Per molte aziende di servizi, un promemoria al momento giusto (la revisione annuale, il rinnovo di un abbonamento) è un motivo migliore del prezzo.

  • Il promemoria: chi sei, che cosa ha acquistato la persona da te, che cosa c’è di nuovo da allora.
  • Qualcosa di utile: una guida, un consiglio di manutenzione, una novità della gamma acquistata.
  • L’offerta: se ha senso dal punto di vista commerciale, con una scadenza chiara e senza condizioni nascoste.
  • La domanda diretta: vuoi ancora ricevere i nostri messaggi? Un pulsante per il sì, uno per disiscriversi.

Che cosa fai con chi non risponde

Chi non apre e non clicca su nulla della serie esce dagli invii abituali. Questi indirizzi, insieme a quelli dei disiscritti, passano in una lista di esclusione, così non vengono reimportati alla successiva sincronizzazione con il negozio. Per quanto tempo si conservano i dati di un acquirente inattivo lo stabilisce sempre il responsabile della protezione dei dati.

La misurazione è onesta se teniamo un gruppo di controllo: una piccola parte di ogni segmento non riceve la serie, e alla fine confrontiamo gli ordini dei due gruppi. Altrimenti ti attribuisci anche le persone che sarebbero tornate comunque. E un limite: se la gente se n’è andata per la qualità o per il prezzo, nessuna email può rimediare.

Domande frequenti

Posso inviare i messaggi anche a chi non si è mai iscritto alla newsletter?

Non automaticamente: dipende da come sono stati raccolti i dati e da che cosa è stato comunicato allora. Esiste un’eccezione, a condizioni rigorose, per i messaggi su prodotti simili inviati ai clienti esistenti, ma se si applichi alla tua lista lo conferma il responsabile della protezione dei dati o un legale. Fino alla conferma, questi indirizzi restano da parte.

Serve per forza uno sconto per far tornare le persone?

No. Uno sconto dato a tutti premia anche chi avrebbe comprato a prezzo pieno e abitua le persone ad aspettare. Spesso funziona meglio una novità o un promemoria legato al prodotto acquistato.

Ogni quanto si ripete una campagna di questo tipo?

Il primo giro, sulla lista accumulata negli anni, è un progetto a sé, con verifica e pulizia. Dopo, la riattivazione diventa un flusso automatico: ogni persona entra nella serie quando supera la soglia di inattività stabilita.

Questa è la descrizione di un progetto tipo: mostra come affrontiamo di solito un lavoro di questo genere e non presenta un progetto realizzato per un cliente specifico. Ogni progetto reale parte dalla situazione della tua azienda; fasi, tempi e prezzo si definiscono dopo il primo colloquio.

Vuoi un progetto come questo?

Scrivici qualche riga su ciò che vuoi costruire o su ciò che non funziona più. Ti rispondiamo con passi concreti e un preventivo con il prezzo di ogni fase.

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