Su molti siti il banner dei cookie è un elemento decorativo: il visitatore preme «Rifiuto», ma Analytics e il pixel pubblicitario continuano a funzionare, perché si caricano prima che qualcuno abbia premuto qualcosa. Altri siti bloccano tutto, correttamente, e scoprono che i report si sono svuotati. Consent Mode, il meccanismo con cui Google adatta i propri tag alla scelta del visitatore, è pensato per lo spazio che c’è tra il rispetto del consenso e l’esigenza di misurare.
Un progetto di questo genere ha una parte tecnica, che svolgiamo noi, e una giuridica, che viene confermata dal responsabile della protezione dei dati della tua azienda. Noi mostriamo quale script parte e che cosa invia; che cosa è consentito lo decide lui.
Il banner dei cookie che blocca davvero gli script
La prima cosa che controlliamo è che cosa succede prima di qualsiasi clic: quali cookie vengono scritti e quali richieste partono verso altri server mentre il banner è sullo schermo, osservandole con gli strumenti per sviluppatori del browser. Il risultato sorprende spesso: tag inseriti direttamente nel tema, plugin che caricano da soli i propri script, video e mappe incorporati con i relativi cookie.
La soluzione è una piattaforma di gestione del consenso (CMP), come Cookiebot, CookieYes o Complianz, collegata a Google Tag Manager. Mostra il banner, ricorda la scelta per categoria, conserva la prova del consenso e dà il segnale in base al quale i tag partono o restano fermi.
- L’inventario: tutti gli script, i cookie e i contenuti incorporati, con la finalità di ciascuno.
- Lo spostamento dei tag in Tag Manager, perché nessuno resti fuori controllo.
- I contenuti incorporati: video e mappe si caricano dopo il consenso oppure al clic.
- La revoca del consenso: il visitatore può cambiare la propria scelta in qualsiasi momento, da un punto facile da trovare.
Consent Mode di Google: segnali, non un’esenzione dal consenso
Il meccanismo è un insieme di segnali che il sito trasmette ai tag di Google: se il tag può memorizzare cookie statistici o pubblicitari, se i dati possono essere usati per annunci personalizzati. Il banner aggiorna i segnali in base alla scelta del visitatore. Per i visitatori dello Spazio economico europeo, Google subordina a questi segnali funzioni come le liste di remarketing.
Esistono due modalità di implementazione. In quella di base, i tag di Google non si caricano affatto fino al consenso. In quella avanzata si caricano e, se il visitatore rifiuta, inviano segnali senza cookie, sulla base dei quali Google stima ciò che manca. La seconda conserva più informazioni, ma sui segnali inviati senza consenso i legali non sono tutti dello stesso parere. La scelta spetta al responsabile della protezione dei dati.
Quali dati si perdono e come vengono stimati
I visitatori che rifiutano spariscono dai report abituali oppure compaiono senza sorgente. Ciò che fa Google, nella modalità avanzata e se il sito ha traffico a sufficienza, è la modellazione: partendo dal comportamento di chi ha accettato, stima le visite e le conversioni degli altri e le include nei report. Non sono persone contate, ma un calcolo.
Le stime aiutano a vedere la tendenza e servono alle offerte automatiche degli annunci. Per il numero esatto di ordini, il dato di riferimento resta quello del negozio o del CRM. Quanto si perde dipende anche dal banner, ma non disegniamo banner che nascondono il rifiuto: oltre al rischio legale, un consenso ottenuto con un espediente non è un consenso.
Il tagging lato server, come opzione
Normalmente il browser del visitatore invia i dati direttamente a ogni piattaforma. Con il tagging lato server, il browser invia un unico flusso a un server amministrato da te, su un sottodominio del sito, ed è il server a distribuirlo a sua volta. Ci guadagni in controllo su ciò che parte, in pagine più leggere e in dati meno condizionati dagli ad blocker.
Il server va ospitato e mantenuto, quindi comporta un costo mensile; per un sito piccolo raramente ne vale la pena. E, cosa più importante, lo spostamento sul server non cambia gli obblighi: se il visitatore ha rifiutato, i suoi dati non vengono inviati nemmeno per questa via. Chi lo presenta come un metodo per aggirare il banner ti sta vendendo un problema.
La documentazione: che cosa resta scritto dopo la configurazione
Una configurazione corretta oggi si rompe al primo plugin installato o alla prima campagna per cui qualcuno incolla un nuovo pixel nel sito. Per questo lasciamo un registro: ogni tag, quali dati invia, a chi e in quale categoria di consenso rientra. L’elenco dei cookie nell’informativa pubblicata sul sito viene allineato al registro.
I testi del banner, le categorie e la forma dei pulsanti li convalida il responsabile della protezione dei dati. I requisiti e le interpretazioni delle autorità cambiano, e un progetto tecnico non sostituisce un parere legale. Alla consegna ricevi:
- Il registro dei tag e dei cookie, con finalità e categoria.
- Gli screenshot dei test eseguiti prima e dopo il consenso, da computer e da telefono.
- La procedura per un nuovo tag: chi approva e in quale categoria rientra.
Domande frequenti
Se metto un banner corretto perdo tutti i dati di Analytics?
Non tutti, ma una parte sì; quanti dipende da quanti visitatori rifiutano. Con i segnali di consenso configurati, i report si possono completare con le stime, e gli ordini e le richieste reali li hai comunque nel negozio o nel CRM.
Consent Mode è obbligatorio?
È un requisito di Google per alcune funzioni di pubblicità e di misurazione relative ai visitatori dello Spazio economico europeo, non una legge. L’obbligo di legge riguarda il consenso per i cookie e il trattamento dei dati, a prescindere dallo strumento.
Posso usare un plugin gratuito per il banner su WordPress?
A volte sì, se blocca davvero gli script, trasmette i segnali di consenso e conserva la prova della scelta. Molti plugin gratuiti fanno solo una parte di queste cose.
Questa è la descrizione di un progetto tipo: mostra come affrontiamo di solito un lavoro di questo genere e non presenta un progetto realizzato per un cliente specifico. Ogni progetto reale parte dalla situazione della tua azienda; fasi, tempi e prezzo si definiscono dopo il primo colloquio.